LA TANA

Concetto: Laura Belli, Lorenzo Torracchi

 

Dramaturgia: Laura Belli, Lorenzo Torracchi, Marco Cupellari

 

Regia: Marco Cupellari

 

Performers: Laura Belli, Lorenzo Torracchi

 

Premio Inventaria 2016

Menzione Speciale Premio Museo Cervi 2015

Premio Incroci Teatrli 2015

Premio Docenti Giovani Realtà del teatro 2014

Menzione Speciale Bando Anna Pancirolli 2014

“Morire è tremendo, ma l’idea di morire senza aver vissuto è insopportabile”

Erich Fromm

 

Due grotteschi personaggi, due esseri umaniche, come topi, vivono nella loro tana: ballano, mangiano, giocano, dormono, guardano peppa pig.

 

Ma il "fuori" è lì, sempre presente, dalla finestra ne arrivano gli echi: una festa di paese, piovono rane, si instaura una dittatura, qualcuno si sposa, un bambino cade dalla bicicletta, il parlamento salta in aria.

 

Il fuori bussa, domanda, ma loro non sanno o non vogliono rispondere.

 

La domanda, però, resta, bussa, anche da dentro, e, per non sentirla, bisogna fare; qualcosa, qualunque cosa. Ignorarla, tamponarla anche a costo di...

"[...] I due personaggi costruiti da Laura e Lorenzo sotto la guida di Marco - buffi ma amari, grotteschi ma teneri, un po’ umani e un po’ animali, volutamente brutti ma anche belli nella loro spavalda accettazione di sé – sembrano vagamente fratelli dell’Estragone e del Vladimiro del Godot beckettiano, ma fanno pensare anche ad alcune creature di Ionesco, e naturalmente alla grande stagione dei Clowns. Hanno qualche molecola felliniana e un vago sapore di cabaret e di rivista, nei colori e nella sonorità, come pure nella voce, nella gestualità scolpita, nel trucco quasi espressionista e nella smorfia frequente e sincera. Sono vicini al fumetto, eppure sono originali, unici, primitivi ed istintivi, necessari a se stessi ma soprattutto necessari l’uno all’altra, come Adamo ed Eva, come Vianello e la Mondaini: estranei e molto intimi al tempo stesso. [...]"

Marco Sgrosso

 

"[...]una pèce che difatti cattura, tiene inchiodati alla sedia gli spettatori stimolandone fantasia e coscienza critica.”

Claudio De Maglio

 

“Con straordinaria bravura attorale in una specie di caverna si muovono due personaggi misteriosi e affascinanti, sono l'immagine di una coppia, di una frantumata relazione di due corpi al limite della normalità. Sembrano esseri mostruosi che, incapaci di dialogare con l'esterno, sono tristemente ripiegati su loro stessi, a morire di noia e di televisione.

I due interpreti danno alla rappresentazione una precisione estrema, la loro composizione scenica rapisce lo sguardo e permette allo spettatore di entrare per un momento in una sintonia con questi gesti fragili e goffi dei due protagonisti, che, nonostante lo scenario esile e grigio, riescono a divenire simpatici e perfino a emanare una luce di umana fragilità”

Premio borsa teatrale Anna Pancirolli — Giuria allievi scuole di teatro di Milano

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